“Troppo”
Una persona cara mi dice: “sei troppo, spaventi!”
…lo dice a me, che peso ogni parola, che faccio attenzione ad ogni sfumatura della voce..
Inevitabilmente ne parlo al gruppo: cosa significa troppo?
Troppo sensibile
Troppo energica
Troppo introspettiva
Troppo emotiva
Do troppo subito
E scopro che è un aspetto comune a tutte…e allora un pezzettino del puzzle prende il suo posto!
Che forza il gruppo!
Esperienze simili, un’infanzia che ci ha “regalato” traumi connotati da emozioni assordanti, a volte accompagnati da un tono della voce, da tapparsi le orecchie.
Eventi che incutono paura, che producono rabbia, tristezza, dolore
Siamo costretti ad inventare strategie per sopravvivere, per non sentire, ci anestetizziamo in mille modi, e nascondiamo tutto in una cantina buia illudendoci di dimenticare e sperando che nessuno mai possa vedere.
Si cresce sviluppando adattamenti vari, in una società che ignora. Poi come in una pentola a pressione qualcosa spinge e per non aprire si fa fatica, tenere chiuso risucchia tanta energia!
Arrivata a questo punto ho capito che ci sono vari tipi di decisioni
C’è chi sopraffatto dalla paura, resta bloccato, usa tutte le sue forze per non contattare.
Ci sono coloro che per fortuna non hanno subito traumi e non hanno dovuto imparare a sopravvivere.
C’è chi, per coraggio, o per destino, apre la pentola o scende in cantina e trova come congelate tutte quelle emozioni, quei ricordi terribili e quando ne parla non viene capito, si esprime in una lingua straniera, ecco, è lì che si viene considerati troppo.
Credo che i primi siano spaventati, perché non vogliono sentire quel modo così libero di esprimersi caratterizzato da pianti dirompenti o risate e abbracci
La seconda categoria veramente non comprende, frequenze troppo alte per chi non le ha vissute: sei troppo, che sottintende che non vai bene!!!
E allora mi sono detta: “ma come, tanta fatica per essere autentica e ora devo ancora modificarmi?”
Ebbene sì! Non posso continuare a parlare la mia lingua con chi non la capisce, non posso manifestare le emozioni con tutta la libertà e spontaneità a chi sta ancora facendo tanta fatica per tenerle sotto controllo, ed infine io non posso restare giù in cantina per sempre.
Ho capito che non devo perdere il mio centro, ma se voglio bene alle persone che mi sono vicine, posso provare a diventare poliglotta. E ringrazio per il mio percorso, perché dopo aver contattato così tanto dolore, si aprono i canali giusti per sentire così tanto amore..che spesso ancora spaventa, ma non si può più rinchiudere, si può soltanto vivere!